I pc si potranno controllare con occhi

© ANSA I pc si potranno controllare con occhi
(ANSA) - ROMA, 02 AGO - Computer sempre più accessibili per le persone con disabilità: si potranno controllare anche con i propri occhi. Microsoft ha annunciato che il suo sistema operativo Windows 10 integrerà il supporto a tecnologia per la rilevazione del movimento oculare.
Il sistema, chiamato Eye Control, è il frutto di una gara di programmazione organizzata dalla compagnia nel 2014 ed è pensato per le persone che soffrono di malattie, come quelle neuromuscolari, che impediscono loro di usare l'interfaccia tradizionale dei computer e strumenti come mouse e tastiera. Con questa innovazione si potrà ad esempio lanciare un'applicazione semplicemente guardandola, oppure con lo sguardo si potrà usare una tastiera sullo schermo per scrivere. A ispirare gli ingegneri della compagnia nel 2014 fu l'esperienza dell'ex giocatore di football Steve Gleason, malato di Sla dal 2011.
Al momento, precisa Microsoft sul suo blog, la tecnologia è in fase "beta", di test, e chi volesse provarla può iscriversi al programma Windows Insider.

Negli stessi giorni in cui sembra che il progetto ANPR riprenda velocità, arriva una notizia interessante per i servizi di pagamento di PagoPA, l’iniziativa messa a punto dall’Agenzia per l’Italia Digitale. Come è risaputo PagoPA è un ecosistema di regole, standard e strumenti definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale e accettati dalla Pubblica Amministrazione, dalle Banche, Poste ed altri istituti di pagamento ( Prestatori di servizi di pagamento – PSP) aderenti all’iniziativa, e come tale dovrebbe agevolare i processi di pagamento, e favorire sia i privati sia la PA, quest’ultima con la certezza e l’automazione delle riscossioni, la riduzione dei costi grazie alla standardizzazione dei processi, e la semplificazione e la digitalizzazione dei servizii. Con il supporto di Intesa SanPaolo la novità odierna è che tra i sistemi di pagamento possibili e disponibili su PagoPA approda anche PayPal, che sarà quindi utilizzabile per le bollette online, le tasse, la mensa scolastica, il bollo auto, direttamente dai siti di servizio della PA. Se ne serviranno cira 6 milioni di italiani e oltre 200 milioni nel mondo, mentre Intesa Sanpaolo beneficerà della presenza diretta sulla piattaforma PagoPA con un servizio di pagamento personalizzato che comprende carte di credito, prepagate, Internet, cellulare e telefono. Intanto PagoPA è adottato già da 22mila uffici PA, da banche e poste, istituti di credito e privati che possono essere individuati da logo PagoPA. E PayPal Italia a sua volta con Federico Zambelli Hosmer, GM di PayPal Italia commenta: “Semplificare attraverso il digitale il modo di pagare i tributi, la mensa scolastica ed altri servizi pubblici, significa eliminare le code agli sportelli, i tempi di attesa e contribuire al miglioramento della relazione fra il cittadino e la Pubblica Amministrazione. Il nostro obiettivo consiste nel contribuire a colmare il gap digitale che ancora ci separa dal resto dell’Europa e far sì che sempre più italiani utilizzino PayPal almeno una volta al giorno”.

Negli stessi giorni in cui sembra che il progetto ANPRriprenda velocità, arriva una notizia interessante per i servizi di pagamento di PagoPA, l’iniziativa messa a punto dall’Agenzia per l’Italia Digitale.
Come è risaputo PagoPA è un ecosistema di regole, standard e strumenti definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale e accettati dalla Pubblica Amministrazione, dalle Banche, Poste ed altri istituti di pagamento ( Prestatori di servizi di pagamento – PSP) aderenti all’iniziativa, e come tale dovrebbe agevolare i processi di pagamento, e favorire sia i privati sia la PA, quest’ultima con
la certezza e l’automazione delle riscossioni, la riduzione dei costi grazie alla standardizzazione dei processi, e la semplificazione e la digitalizzazione dei servizii.
Con il supporto di Intesa SanPaolo la novità odierna è che tra i sistemi di pagamento possibili e disponibili su PagoPA approda anche PayPal, che sarà quindi utilizzabile per le bollette online, le tasse, la mensa scolastica, il bollo auto, direttamente dai siti di servizio della PA.
Se ne serviranno cira 6 milioni di italiani e oltre 200 milioni nel mondo, mentre Intesa Sanpaolo beneficerà della presenza diretta sulla piattaforma PagoPA con un servizio di pagamento personalizzato che comprende carte di credito, prepagate, Internet, cellulare e telefono.
Intanto PagoPA è adottato già da 22mila uffici PA, da banche e poste, istituti di credito e privati che possono essere individuati da logo PagoPA.
E PayPal Italia a sua volta con Federico Zambelli Hosmer, GM di PayPal Italia commenta:“Semplificare attraverso il digitale il modo di pagare i tributi, la mensa scolastica ed altri servizi pubblici, significa eliminare le code agli sportelli, i tempi di attesa e contribuire al miglioramento della relazione fra il cittadino e la Pubblica Amministrazione. Il nostro obiettivo consiste nel contribuire a colmare il gap digitale che ancora ci separa dal resto dell’Europa e far sì che sempre più italiani utilizzino PayPal almeno una volta al giorno”.  

Risparmiare giga sullo smartphone? Semplice, ecco come si può fare

A parte accaparrarsi la miglior offerta in circolazione, è importante cercare di non sprecare i gigabyte a disposizione per il proprio smartphone.
La prima cosa da fare è attivare sempre il Wi-Fi: ormai sono tanti i luoghi che offrono una copertura wireless. Così come accade in casa di amici e parenti: non vergognatevi di chiedergli la password. Anche il bluetooth, senza copertura Wi-Fi, può essere utile per scambiarsi video o foto. Può essere anche superfluo dirlo ma lo streaming, soprattutto quello video e in alta qualità, può essere fatale. E non effettuate videochiamate senza Wi-Fi.
Un altro trucco importante è quello di usare programmi che permettono di risparmiare dei dati, grazie a un sistema che riduce notevolmente il consumo del traffico. Uno di questi è Opera Mini, disponibile gratis su Android, iOS e Windows Phone, oppure Uc Browser, disponibile per più piattaforme e dotato di un sistema di compressione dati che rende più veloce la navigazione e soprattutto meno pesante il traffico dati consumato durante la connessione. Ma anche con Chrome è possibile impostare l'opzione 'Riduci l'utilizzo dei dati'. In alcuni casi si parla anche del 90% di risparmio sul traffico. Oppure si possono usare app che comprimono i download e quindi far risparmiare giga.
No agli aggiornamenti automatici, senza copertura Wi-Fi.

Ma veniamo ai social, che sono spesso i maggiori responsabili del maggior consumo. Ad esempio sia su Facebook che su Instagram si può bloccare la partenza automatica dei video in bacheca mentre per Whatsapp basta far sì che i file audio e video si possano scaricare solo sotto copertura wifi.
Un altro problema possono essere le app che lavorano in background. Se non riuscite a utilizzare solo servizi con aggiornamenti in tempo reale, potete utilizzare Onavo Count che trasferisce in cloud le informazioni relative all’uso dei dati mobili da analizzare oppure Opera Max, app di gestione dati e protezione della privacy per Android che fa risparmiare e inoltre tiene al sicuro sulle reti Wi-Fi pubbliche o non protette.

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WhatsApp ha ufficialmente attivato la crittografia end-to-end sulla nuova

Nell’ultima versione di WhatsApp per Android è stata integrata una funzionalità “nascosta”. Senza saperlo, gli utenti inviano i messaggi utilizzando la crittografia end-to-end basata sul protocollo di TextSecure, l’app di messaggistica sviluppata da Open Whisper Systems. Per adesso, sono protette solo le conversazioni one-to-one, ma in futuro è previsto il supporto per le chat di gruppo e i messaggi contenenti foto, audio e video.

Update: dal 5 aprile 2016 la funzione è ufficialmente disponibile per tutti

 

WhatsApp ha ufficialmente attivato la crittografia end-to-end sulla nuova versione della propria app: ogni chat e chiamata sarà d'ora in poi segreta.


Il termine crittografia end-to-end indica che i messaggi non possono essere decifrati dal fornitore del servizio, anche se WhatsApp dovesse ricevere un ordine da parte della forze di polizia. L’azienda gestisce solo lo scambio di chiavi tra mittente e destinatario, gli unici che possono accedere alla conversazione. Ci sono già diverse app che sfruttano la crittografia end-to-end, la più nota delle quali è Telegram ma, con oltre 600 milioni di utenti, WhatsApp è la più grande piattaforma ad integrare questa tecnologia.
All’inizio del mese, la Electronic Frontier Foundation (EFF) aveva pubblicato una tabella che indica le funzionalità di sicurezza in 39 app di messaggistica e WhatsApp è stata inserita tra le peggiori del gruppo. Grazie all’integrazione della crittografia end-to-end potrebbe però guadagnare qualche punto e distinguersi dai concorrenti altrettanto noti, come Facebook Chat, Snapchat e Skype.
Oltre che TextSecure, Open Whisper Systems sviluppa anche Signal e Redphone, che hanno ottenuto il massimo punteggio dalla EFF. TextSecure è open source, quindi chiunque può verificare la qualità del codice sorgente. Moxie Marlinspike, CTO dell’azienda, ha dichiarato che gli sviluppatori hanno lavorato insieme a WhatsApp per circa sei mesi.
 Il protocollo è stato ottimizzato per gestire i miliardi di messaggi scambiati giornalmente dagli utenti. Open Whisper Systems ha promesso che verranno aggiunti il supporto per altri sistemi operativi e la verifica delle chiavi nei client.